Di Balik Lolosnya Uzbekistan ke Piala Dunia, Dari Generasi Emas hingga Politik Baru Mirziyoyev

L’Uzbekistan arriva ai suoi primi Mondiali maschili di calcio come una delle storie più inattese del torneo. Dietro al debutto non c’è solo la presenza di Fabio Cannavaro in panchina, ma una crescita costruita nel tempo, favorita anche dall’allargamento del torneo a 48 squadre.

La qualificazione ha un peso storico particolare perché l’Uzbekistan è il primo paese dell’Asia Centrale a riuscirci. Per anni il calcio locale è rimasto ai margini, ma gli ultimi risultati hanno cambiato il quadro in modo netto.

Fino al 1991 il paese faceva parte dell’Unione Sovietica e per molto tempo è rimasto isolato sul piano politico e diplomatico. Anche nel calcio il suo ruolo è stato secondario, con pochissimi giocatori capaci di entrare stabilmente nella nazionale sovietica e nessuno convocato per i Mondiali.

La svolta è arrivata con una serie di investimenti nel settore giovanile e con un’attenzione crescente da parte del governo. Dal 2016 il paese è guidato da Shavkat Mirziyoyev, che ha mantenuto un sistema autoritario ma ha anche aperto di più l’Uzbekistan ai rapporti con i paesi occidentali, al turismo e agli investitori stranieri.

Una crescita costruita nel vivaio

I segnali più forti arrivano dalle nazionali giovanili. L’Uzbekistan ha vinto la Coppa d’Asia Under 20 nel 2023, è arrivato in finale nella Coppa d’Asia U23 nel 2024 e ha conquistato anche la Coppa d’Asia Under 17 nel 2025.

La nazionale Under 23 ha partecipato al torneo olimpico di Parigi 2024, mentre quella fascia di età è stata allenata da Timur Kapadze tra il 2022 e il 2024. Kapadze è poi passato alla nazionale maggiore dopo il lavoro svolto nei settori giovanili.

Tra i talenti emersi c’è Abdukodir Khusanov, difensore 22enne acquistato dal Manchester City per 40 milioni di euro nel 2025. C’è anche Eldor Shomurodov, capitano della nazionale e nome più noto in Italia, oggi di proprietà della Roma ma in prestito all’Istanbul Başakşehir, dove ha segnato 21 gol in 33 partite.

Cannavaro e la scelta dell’esperienza asiatica

Fabio Cannavaro è arrivato quando la qualificazione era già stata ottenuta. La sua nomina, nell’ottobre del 2025, è stata legata soprattutto alla sua esperienza in Asia, dove ha allenato in Cina e in Arabia Saudita tra il 2014 e il 2019.

In Europa, invece, il suo percorso da tecnico non ha prodotto risultati rilevanti. Tra il 2022 e il 2025 ha guidato Benevento, Udinese e Dinamo Zagabria, senza lasciare un segno paragonabile alla sua carriera da calciatore.

Kapadze è stato esonerato nonostante il lavoro svolto, ma ha continuato a collaborare con Cannavaro. La scelta dell’ex capitano azzurro è stata anche simbolica, perché il suo nome è ancora molto riconoscibile nel mondo del calcio.

Il peso della politica nello sviluppo dello sport

Il calcio in Uzbekistan è diventato uno strumento utile anche sul piano dell’immagine internazionale. Questo ha alimentato accuse di “sportwashing”, perché il governo investe nello sport mentre mantiene un impianto politico autoritario.

La federazione calcistica è stata riformata profondamente nel 2018 ed è oggi di fatto controllata dai vertici militari. Il presidente è Bakhodir Kurbanov, che guida anche i servizi segreti.

Il progetto sportivo si accompagna a investimenti infrastrutturali importanti. Il piano più ambizioso prevede uno stadio da 50mila posti a New Tashkent, con una spesa di circa 100 milioni di euro, e con l’ambizione di farne il più avanzato impianto calcistico dell’Asia.

Un paese che usa lo sport per raccontarsi

L’Uzbekistan sta cercando di presentarsi al mondo attraverso risultati sportivi e grandi eventi. Alle Olimpiadi di Parigi la delegazione ha ottenuto il miglior piazzamento di sempre, con 13 medaglie totali e 8 ori, quasi tutti negli sport di combattimento.

Mirziyoyev ha collegato questi risultati alla sua idea di “Nuovo Uzbekistan”, uno slogan ricorrente nella propaganda del governo. Quando la nazionale ha centrato la qualificazione ai Mondiali del 2026, il presidente ha detto che il successo servirà a «rafforzare ulteriormente l’autorità internazionale del Nuovo Uzbekistan».

Anche fuori dal calcio il paese sta cambiando profilo economico. Un tempo l’economia ruotava soprattutto attorno al cotone, mentre oggi l’Uzbekistan è tra i principali esportatori mondiali di oro, rame e gas naturale, e la Banca Mondiale lo indica tra le economie più in crescita dell’area eurasiatica.

Un debutto con obiettivi di lungo periodo

La nazionale allenata da Cannavaro ha già giocato alcune amichevoli, con vittorie contro Kuwait, Egitto e Gabon, pareggi contro Iran e Venezuela, e sconfitte contro Uruguay, Canada e Olanda. I risultati indicano una squadra solida, capace di reggere anche contro avversari di livello superiore.

L’esordio mondiale sarà contro la Colombia, seguito dalle sfide con Portogallo e Repubblica Democratica del Congo. Passare il turno appare difficile, ma il percorso dell’Uzbekistan racconta soprattutto un progetto costruito su giovanili, strutture e ambizioni politiche di lungo periodo.

Source: www.ilpost.it

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